Stigliano è un comune della provincia di Matera, in Basilicata, arroccato a 909 metri di quota nella parte centro-occidentale della provincia, al confine con il potentino: è il comune più alto del Materano, immerso nel tipico paesaggio dei calanchi lucani. Si estende su circa 211 km², uno dei territori comunali più vasti della regione, comprendendo le frazioni di Calvera, Caputo, Carpinello, Gannano, Santo Spirito e Serra di Croce, e dista circa 77 km da Matera e 72 km da Potenza.
Le origini del paese risalgono ai Lucani, poi conquistato dalla colonia greca di Metaponto; il nome deriverebbe dal greco bizantino "Stylianos". In epoca romana appartenne alla famiglia degli Hostilii, poi passò ai Longobardi e al Principato di Salerno, finché nel 1070 fu ceduto ai vescovi di Tricarico. Nei secoli successivi fu feudo prima degli Angioini, poi dei Carafa e infine, dal 1556, dei duchi spagnoli Medina, che ne fecero la capitale della provincia di Basilicata. Con l'abolizione del feudalesimo nel 1806 passò sotto il Regno di Napoli e, dal 1861, nel Regno d'Italia; durante il fascismo fu anche luogo di confino politico.
Come gran parte dell'entroterra lucano, ha subito un forte spopolamento: da oltre 5.000 abitanti a inizio anni 2000 è sceso a circa 3.400-3.500 residenti oggi, gli stiglianesi. Il sindaco in carica è Francesco Micucci, eletto nel 2022. Il centro storico conserva un impianto medievale con palazzi signorili (Palazzo Campobasso, Palazzo Galante), i resti di un castello su sperone roccioso e la Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, patrono Sant'Antonio di Padova (13 giugno). L'economia resta legata soprattutto ad agricoltura e pastorizia, con il territorio vicino a Monte Serra e al bosco di Montepiano che ne fa una meta per escursioni nei calanchi, non lontano dalla più nota Aliano di Carlo Levi.